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Immobiliare: crolla lo spread, ripartono le compravendite


Le condizioni per una ripartenza del mercato immobiliare ci sono (quasi) tutte, dal crollo degli spread all'ulteriore discesa dei prezzi di vendita, passando per un atteggiamento di maggiore disponibilità delle banche a concedere i mutui. Resta solo da verificare la disponibilità delle famiglie a investire per l'acquisto della casa a fronte di uno scenario macro che resta carico di incertezze.

Lo spread in caduta libera
Secondo quanto rilevato dalla Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato Crif e Mutuisupermarket. it, tra gennaio e marzo si è verificato il tanto atteso giro di boa nel mercato immobiliare. I migliori spread alla fine del primo trimestre si attestano all'1,80% per quanto riguarda il tasso variabile e all'1,90% sul fronte del fisso, con una contrazione rispettivamente del 28 e del 29% rispetto all'inizio del 2014. Una situazione resa possibile dalla politica accomodante della Banca centrale europea, che a marzo ha avviato il quantitative easing, proprio con l'obiettivo di immettere liquidità nel sistema, e per questa strada spingere le banche a riattivare il credito verso l'economia reale. Dato che l'allentamento quantitativo è solo agli inizi, aggiungono gli autori della ricerca, vi sono le condizioni per un ulteriore miglioramento della situazione nelle settimane e nei mesi a venire.
Anche perché i tassi di riferimento per il mutuo a tasso variabile (l'Euribor) e per il fisso (Irs) sono ai minimi storici.

Segnali di risveglio dalle compravendite
I dati dell'Agenzia delle Entrate segnano per il quarto trimestre 2014 un +7,1% nel numero delle compravendite, il più alto incremento da oltre quattro anni a questa parte. Non resta che attendere qualche settimana per capire se nella prima parte di quest'anno il trend si è consolidato o meno.
Infatti, nonostante l'atteggiamento più propositivo da parte degli istituti di credito, tra le famiglie italiane continua a dominare la cautela per il timore di fare il passo più lungo della gamba.
Se a inizio 2010 l'importo medio richiesto del mutuo era di poco superiore ai 140mila euro, nel primo trimestre 2015, nonostante i tassi di offerta ridotti e la nuova apertura al credito casa da parte del sistema bancario, è infatti risultato pari a 124.291 euro. Questo dato, in realtà, potrebbe dipendere almeno in parte dal calo dei prezzi (-4% nell'ultimo anno), ma non è escluso che le concessioni da parte degli istituti di credito siano state limitate a importi minori rispetto al passato per il timore di veder aumentare le sofferenze.

Boom per le surroghe
Per quanto riguarda il tema dei mutui con finalità diversa dall'acquisto, a partire dalla seconda metà del 2014 si è intensificato l'interesse verso la possibilità di surroga e sostituzione, che ormai rappresentano il
30% delle richieste di mutuo raccolte via Internet.
Questi dati, letti nel loro insieme, sono il segnale che "stiamo attraversando un momento di transizione, da un triennio di profonda crisi economica e finanziaria a un nuovo periodo di crescita", per usare le parole di Stefano Rossini, amministratore e fondatore di MutuiSupermarket. it.
"L'andamento della domanda di mutui ipotecari rappresenta uno straordinario indicatore in grado di anticipare il trend delle compravendite residenziali", aggiunge Stefano Magnolfi, direttore real estate services di Crif. "Ci attendiamo che la crescente fiducia alla base della propensione a richiedere un mutuo da parte delle famiglie, sarà propedeutica al consolidamento dei segnali di ripresa registrati sul mercato immobiliare", conclude.